Un allenamento non proprio impegnativo

Collelongo 29 gennaio 2012
Per domenica 29 gennaio avevo previsto un bel lungo (non meno di 25 km), in previsione dei prossimi impegni agonistici che mi sono ripromesso, primo tra tutti il Giro del Lago di Bracciano. Il programma era fissato: Ortona dei Marsi – Stazione Ferroviaria di Pescina e ritorno per un totale di 25 km, per metà in salita; poi sabato mattina vado a Trasacco ed Alvise e Carolina mi propongono un allenamento con altri compagni di squadra, però per non più di una quindicina di km, con partenza da Collelongo e giro della Piana di Amplero. Accetto subito: 15 km in compagnia di amici sono assai più interessanti e allenanti di 25 da solo. Alle 7,30 di domenica sono in piazza a Trasacco ad aspettare gli altri.
Arrivano il Presidente e Domenico Fantozzi accompagnato, quest’ultimo, da un voluminoso vassoio di cornetti (lo sentivo che questo sarebbe stato il migliore allenamento), arrivano anche Maria Loreta Bellobuono e Sara (che presto sarà dell’O.P.O.A.) e poi, dopo aver preso a bordo anche Carolina, si parte per Collelongo dove troviamo Angela Ippoliti e Anna Maria Manna: la squadra è completa, si può partire. Per la verità cominciamo a correre non proprio da Colle, ma solo da poco prima dell’inizio della salita che porta alla Cappella di S. Antonio Abate (così alla fine i km percorsi non saranno più di 11 o 12. Non male per uno che di km ne voleva fare 25. Ma che volete …. gli amici sono gli amici e poi, i cornetti ….).
E’ strano, ma salita che porta alla Cappella mi sembra meno faticosa di tutte le precedenti occasioni (le Ecomaratone) e riesco a correrla tutta senza eccessivo sforzo. E poi c’è da stare dietro ad Anna Maria che oggi sembra avere lo sprint dei giorni migliori. Ci affacciamo sulla piana di Amplero, accompagnati dalla musica diffusa dal telefonino di Alvise. Il percorso mi sembra diverso dal solito, ma mi dico che è il mio spirito ad essere diverso: non c’è impegno agonistico, non c’è lo stress da prestazione e quindi la fatica è prossima allo zero; si può chiacchierare con distensione, e lo faccio con Domenico cui racconto la storia della mia vita (sai che palle, povero Domenico); a tratti riusciamo anche a cantare. Il gruppo si sgrana e si ricompone poco dopo in gruppetti sempre diversi. Dopo l’area attrezzata per pic nic: Anna Maria (l’ho detto che oggi è incontenibile), Maria Loreta, Sara ed io acceleriamo e siamo in testa sino alla Necropoli, che queste ultime non conoscevano. Ci raggiungono anche gli altri e dopo qualche foto di un certo gusto macabro riprendiamo a correre.
Siamo nella piana, sicuramente uno degli scorci più belli e suggestivi dell’Eco e dell’ Archeorun (a proposito, quest’anno si correranno il 6 maggio. Segnatelo sul calendario). Con Angela e Domenico, con chiara manifestazione di esaltazione da endorfine, prendiamo a cantare a squarcia gola, con un repertorio vario che va da Adamo a Gianni Moranti, a Baglioni, a Modugno e ad altri. Io che sono endorfinato più degli altri mi butto in una libera interpretazione del “Nessun dorma” della Turandot di pavarottiana memoria: lascio allo sbalordito lettore ogni commento.
Anche in questo caso la salita per ritornare alla Cappella di S. Antonio viene affrontata con canora baldanza e con fatica pari a 0: ora so come affrontare la prossima Eco e portarla a termine nel migliore dei modi.
La discesa è una volata e siamo alle macchine per far ritorno a Collelongo, dove incrociamo un altro gruppetto di atleti dell’O.P.O.A., ma di tutt’altra pasta e di cui fanno parte Franco Cambise e Giacomino Oddi; baci e abbracci e poi loro prendono la via per Trasacco alla velocità loro congeniale, mentre noi entriamo nel più vicino bar per fare onore ai dolci di Domenico. Io, pensando ai 25 km del lungo che avevo programmato, provo qualche rimorso e quindi dopo aver divorato mezzo cornetto senza cioccolata parto di corsa verso Trasacco, abbandonando la compagnia; alla fine non saranno proprio 25, ma i km che avrò percorso saranno pur sempre sufficienti e poi è da un pezzo che desideravo fare Collelongo-Trasacco di corsa.
Il percorso, se si fa la dovuta attenzione ai veicoli che si incrociano, è bellissimo, in leggera e costante discesa, con ai lati due contrafforti montani e sullo sfondo la Piana del Fucino ed il Velino innevato: se non fosse per quel cielo un po’ velato il colpo d’occhio sarebbe meraviglioso. I km, forse una decina, vanno via come bere un bicchiere d’acqua e sono di nuovo nella piazza. Una telefonata ad Alvise per tranquillizzarlo sulle mie condizioni e poi di corsa ad Ortona dei Marsi, con già nella mente il prossimo impegno: la Mezza di Sorrento.
Fazio Vero






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