"Viste da dietro" 1^ Urban Trail di Celano - 9 dicembre 2011

 


"Viste da dietro" 1^ Urban Trail di Celano - 9 dicembre 2011

Questo Primo Urban Trail di Celano non volevo, anzi, non dovevo proprio perderlo e questo per svariati motivi.
Fernando Taccone, l’organizzatore, mi aveva espressamente invitato in occasione della Mezza del Fucino e Fernando è veramente un caro amico cui non si può proprio dire di no; così come non si può dire di no a Nino Taccone, organizzatore, insieme a Fernando, anche del magnifico  Trail della Serra di Celano. Un motivo di più, quindi, per essere vicino ad entrambi e vedere la splendida città di Celano, immersa in una realtà diversa ed inedita: un Urban Trail, per di più corso in notturna.

Altro motivo, è il particolare contesto spirituale in cui si è disputata la competizione: la celebrazione della Festa della “Madonna delle Grazie”, ricorrenza assai sentita dagli abitanti del Rione cittadino, nel cui ambito si snodava gran parte del percorso di gara. Mi sono sentito particolarmente vicino a questa ricorrenza perché incidentalmente e immeritatamente sono anche l’inadeguato Priore della Confraternita di Ortona dei Marsi, per l’appunto, dedicata alla “Madonna delle Grazie”. Per tutto ciò mi sono sentito come a casa mia e parte della manifestazione, di quella religiosa come di quella sportiva.

La partenza è fissata per le ore 20, dal piazzale antistante la bellissima chiesa in stile tardo romanico, dedicata alla Vergine. Io arrivo con il solito esagerato anticipo che mi frutta l’assegnazione del pettorale n° 2: sembro un top runner.

Un affettuoso saluto a Rodolfo e alla sua gentile Signora che non lascia mai ed una lunga chiacchierata con Carmine Fatato, che mi racconta il suo pauroso incidente automobilistico, che ha malamente coinvolto anche la sua compagna Cristina. Colgo l’occasione di queste righe per rivolgere alla cara Cristina il mio saluto più affettuoso e l’augurio per una velocissima guarigione: “Ti voglio, anzi, Ti vogliamo tutti rivedere presto con scarpette e bastoncini ad un prossimo appuntamento del Nordic Walking”.

Ci allineiamo sotto lo striscione e sullo sfondo in alto troneggia lo splendido Castello, sapientemente illuminato; sarà quello il punto più in quota da raggiungere, inerpicandosi su strade, stradine e scalinate dalla pendenza notevole. Non sono molto preoccupato perchè arrampico bene, sono in forma e poi i km da percorrere sono solo poco più di 9. Tra i partenti c’è anche il Presidentissimo Alvise, che non ce la fa a stare fermo e mandate a quell’altro paese tutte le sue spine calcaneari ha messo scarpette, maglietta e passamontagna ed è della partita; un motivo in più per essere felici questa sera.

Partenza e via al prologo, rappresentato da un piccolo anello da percorrere due volte in prossimità della chiesa. Prologo, si, ma anche con una salita di quelle velenose che tolgono il fiato, per di più da ripetere due volte. Vado bene e salgo con facilità anche quando iniziamo la scalata al Castello, che raggiungiamo dopo aver percorso una lunga salita su pavè e quindi una ripida scalinata.



Raggiungiamo lo storico maniero: è splendido e l’illuminazione ne esalta le linnee architettoniche. Percorriamo, quindi, il belvedere: magnifica balconata sul Fucino; la paura di perdere posizioni mi costringe a non rallentare, per cogliere a pieno quello splendido punto di vista sulla piana e sui suoi illuminati Centri abitati; pazienza, mi riprometto di ritornarci presto senza dover correre.

Cominciamo a scendere e penso che l’impegno duro sia finito, ma l’illusione sfuma quando mi accorgo che le frecce disegnate in terra mi indirizzano verso la stessa salita a pavè percorsa prima: il tratto più duro della gara va ripetuto due volte! Faccio una facile battuta a Fernando che sta “cazziando” ferocemente un volontario che ha indirizzato male quelli che erano in testa, facendo loro perdere la strada e la vittoria.

Nuovo passaggio lungo la scalinata, sotto il Castello e sul belvedere, anche se questa volta la fatica non consente di apprezzare a pieno queste meraviglie.
Ora inizia veramente l’ultima discesa ed il traguardo è in vista dopo una serie di bancarelle che fanno la gioia di bambini e di podisti.

Un rapido ritorno alla vettura per un cambio di indumenti, poi di nuovo sul piazzale vicino alla chiesa per un lauto pasto a base di pasta al sugo, porchetta, patatine, birra e vino, serviti dai soliti, generosi ed inossidabili Alpini del locale Gruppo dell’A.N.A.

Bellissima gara anche se ha deluso un poco quelli che sono stati indotti a sbagliare strada. Spero sinceramente che questa diventi una classica per gli anni a venire: la “Madonna delle Grazie” e Celano lo meritano.  

Vero Fazio

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