"Viste da dietro" 8^ Cottore sotto le stelle - 16 gennaio 2012

 

8^ “Cottore sotto le stelle” Trasacco - 16 gennaio 2012

In realtà quello che sto per narrarvi non è un vero “Viste da dietro”, perché io l’8^ edizione del “Cottore sotto le stelle” non l’ho corsa. Il Presidente nella settimana precedente sul sito aveva fatto circolare più o meno velatamente l’esigenza di dover disporre di volontari per mettere su l’organizzazione dell’evento ed io, disciplinatamente, mi sono offerto per questo ruolo. Per la prima volta mi sono candidato ad essere una di quelle mitiche figure di cui si parla sempre nelle cronache delle gare podistiche, ma il cui lavoro e il sacrificio non sempre viene apprezzato nel modo dovuto. Quindi, per questa volta accontentatevi di un “Viste da fuori” .

Oggi, per la verità, a Trasacco non avrei proprio dovuto esserci. Allontanarmi da Roma un giorno feriale con tutti gli impegni relativi alla mia condizione di nonno proprio non lo credevo possibile: Alessandro (uno dei miei tanti nipoti) da accompagnare a scuola al mattino e riprenderlo il pomeriggio per portarlo in piscina; Filippo (altro nipote) con la febbre e quindi da assistere e far distrarre sino al ritorno di mia figlia che avverrà solo nel pomeriggio; la moglie che si lamenta perché “…..ora le gare si disputano anche i giorni feriali e non più solo la domenica …. e proprio questa settimana che avevamo deciso di non andare ad Ortona dei Marsi per il fine settimana ….. e poi, ti sembra ragionevole farsi 120 km per andare a Trasacco e altrettanti per tornare e tutto per una gara di soli 9 km e nemmeno per correrla, ma solo per … dare una mano?” (fa la dura, non vuol darlo a vedere, ma in realtà condivide pienamente ed è felice per questo mio proposito).

Sembrava che non ci fosse proprio nulla da fare, ma poi, convinta mia figlia Cecilia che sarebbe bene, visto il freddo che fa, non mandare Alessandro in piscina, considerato anche che mi sembra un po’ raffreddato, lasciata mia moglie al capezzale di Filippo, alle 13 e 30 sono già in macchina ed imbocco l’autostrada in direzione di Avezzano e lascio a le spalle lo smog di Roma e tutti i suoi problemi legati, oggi, alla circolazione a targhe alterne.

Sopra di me un cielo limpido, nel lettore di CD dell’autoradio una “Compilation” che ho realizzato personalmente e che contiene tutte le musiche e le canzoni che hanno punteggiato la mia vita sino ad oggi. Procedo a velocità ridotta perché è molto presto e perché è piacevole ascoltare quella musica: Mina, Morandi, Aznavour, Modugno, De André, De Gregori, Ranieri, Nannini, ecc.. E’ così che in un soffio, alle 15 e 30, sono davanti al negozio “D S Sport”, desolatamente ancora chiuso.

Approfitto per fare un giro per Trasacco e vedere che alcuni “cottori” (più propriamente, cutture) sono già in funzione e si distribuiscono piatti di pasta e fagioli e bicchieri di vino.
Torno al negozio ed incontro Corrado Di Salvatore e Fernando Pagnani e con loro inizio a segnare il percorso: il mio ruolo di volontario ha inizio. Ne approfitto per gustarmi gli angoli più belli e caratteristici di una splendida cittadina, che sino ad oggi conoscevo solo in modo superficiale; ardite arcate  in pietra che si aprono su corti dal sapore medioevale, portali di pregevole fattura che si affacciano su antiche “ruve” e su tutto la bellissima Basilica di San Cesidio.

Ora la piazza da cui partirà la gara si è animata intorno al fuoco ed al posto distribuzione di pasta, “vin brulè” e “vino e basta” messi su dal locale Gruppo alpini; è arrivato Alvise e con altri volontari do una mano per montare il tendone dove prenderà posto la Direzione Gara ed a piazzare qualche striscione. Fa un freddo feroce: un termometro segna – 4 ed a turno ci rechiamo presso il fuoco degli alpini per scaldarci, senza riuscirci. Cominciano ad arrivare i podisti, che per la gioia di noi organizzatori scopriamo essere numerosi; si temeva che solo in pochi avrebbero sfidato quelle temperature così poco adatte alla corsa.

cicirocchi

Un piatto di pastasciutta ed un bicchiere di vino mi aiutano a combattere il freddo che si è fatto più intenso. Alle 20.00, insieme ad Edoardo Burderi, a Rodolfo Graziani, al fidanzato di Sara Di Salvatore di cui non ricordo il nome,  agli ordini di Cristian, mi reco a prendere posizione sul percorso di gara, in pieno centro storico. Posizioniamo alcuni lumini per migliorare la visibilità nei punti più bui e per rendere più suggestivi i passaggi in quei luoghi.

gruppo donne

Alle 20.30 la partenza e poco dopo iniziano i passaggi degli atleti presso il luogo dove mi trovo. In testa i migliori dei quali riconosco solo il solito Lamiri, il nostro Franco Cambise e l’amico Mario Iacobacci, poi a seguire e sgranati tutti gli altri. Riconosco i miei compagni di squadra e mi sento un po’ come un disertore, non sto con loro a faticare, ma forse sono più utile così. Mi viene in mente, con tristezza, il pensiero che andando avanti negli anni in queste manifestazioni, un giorno forse non troppo lontano, potrò solo fare il volontario. Scaccio via il pensiero e mi riprometto di arrivare ad essere M 85: altri 20 anni di gare mi possono bastare.

Partenza

Continuo a studiare tutti i concorrenti che mi passano avanti; i top runner procedono con una falcata leggera, ampia, con un tempo di volo che dura un’eternità. Memorizzo anche il  loro ciclo inspirazione/espirazione è noto che è possente e costante, frutto di allenamento specifico: non sono i polmoni asfittici a richiedere spasmodicamente aria, ma è il cervello che decide quanto ossigeno è necessario ai muscoli e quanto ne deve entrare nei polmoni, negli alveoli polmonari, nei globuli rossi, nei capillari e nei muscoli. Per quasi tutti gli altri il respiro è affannoso, sofferente; sono i polmoni che richiedono sempre più aria. Anche qui sta la differenza tra i campioni e gli esseri umani normali.

Al secondo giro le carte si sono mischiate sono iniziati i doppiaggi ed i primi si riconoscono solo per la fluidità della progressione. Mi sposto di una diecina di metri dalla mia postazione per segnalare la presenza di acqua ghiacciata sulla strada, temo che qualche concorrente mi possa scivolare. Un concorrente sta per sbagliare strada, benché già al secondo giro e nonostante il  freccione colorato che nel pomeriggio ho incollato in modo opportuno al terreno, caccio un urlaccio, lo faccio sussultare e gli impedisco di sbagliare.

Al terzo giro, qualche incoraggiamento a quelli più spompati e qualche sfottò a Fosca Guerrino e all’amico D’Andrea Argentino che fanno la “scopa”, a mio giudizio non tanto per dedizione quanto per la consapevolezza dello scarso allenamento. Passati questi ultimi, ripieghiamo verso l’arrivo dopo aver recuperato e smaltito i lumini. Un piatto di penne all’arrabbiata ben caldo ed un bicchiere d’acqua perché debbo guidare per fare ritorno a Roma, un saluto affettuoso a tutti, l’appuntamento per domenica prossima a Collelongo per il Winter Trail e poi in macchina accompagnato dalle mie canzoni preferite.

Alle 23 e 40 sono già al letto ma sotto le coperte non riesco a smaltire tutto quel freddo accumulato e poi mia moglie già dorme, ci riuscirò, (a smaltire il freddo, a cosa pensavate) solo l’indomani mattina dopo un allenamento lungo e condotto a buon ritmo.   

Vero Fazio     Fazio Vero

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