"Viste da dietro" Ecotrail di Alba Fucens - 13 novembre 2011

Ecotrail di Alba Fucens - 13 novembre 2011
Oggi si corre l’ultima tappa del circuito Parks Trail 2011; ultimo appuntamento che per me riveste non pochi elementi di novità ed interesse. Prima di tutto il luogo di svolgimento: il sito archeologico di Alba Fucens, il secondo è la connotazione di “Trail autogestito” che l’Organizzazione ha voluto dare alla gara e, per finire, l’occasione per sfoggiare la nuova tuta sociale che il Presidente ed il suo staff (Carolina e Cristian) stanno distribuendo in questi giorni.
Partiamo da quest’ultimo punto. Il capo, dell’ASICS, è veramente di pregio per tessuto, fattura e colori e manda in soffitta la precedente tuta, sicuramente buona, ma che non mi ha mai convinto sino in fondo. Il logo è quello solito con l’ortaggio stilizzato e la scritta O.P.O.A. + Ultra, più personalizzazioni varie che Cristan, sempre disponibile, è pronto ad apportare. Insomma, un modo in più per distinguerci per eleganza prima e dopo le gare.
Secondo elemento di novità: il trail autogestito. Avevo letto molto di questo tipo di manifestazioni su riviste specializzate e tutto con giudizi favorevoli; niente pettorali, nessuna quota da pagare, di posti ristoro nemmeno a parlarne, niente graduatorie, nessun premio. Corsa allo stato puro, su un percorso, peraltro, organizzato e con un minimo di sorveglianza e sicurezza. Potrebbe essere una delle possibili caratteristiche del trail del futuro. Io concordo solo in parte perché, lo confesso, portare a casa un pur minimo ricordo (una maglietta o altro capo tecnico, la bottiglia di vino, ecc.) della gara mi gratifica e mi arreca un enorme piacere.
Terzo ed ultimo elemento di novità: l’area su cui si svolgerà la gara.
Colpevolmente, conoscevo solo in minima parte il sito archeologico di Alba Fucens: esclusivamente la chiesa di San Pietro, visitata in occasione del matrimonio di un mio nipote, il resto erano solo poche immagini mandate in onda in televisione. Mi si presenta oggi l’occasione di vivere, anzi di correrci in mezzo, ed osservare più attentamente questi magnifici luoghi.
Alba Fucens era un antico insediamento che segnava la linea di confine tra le genti Eque e quelle Marse, entrambe popolazioni fiere e bellicose e spesso in lite tra loro. Poco prima del 300 a. C., i romani pacificarono la regione e vi posero un proprio avamposto militare, che doveva costituire la base di partenza per la loro espansione verso est e luogo deputato al controllo della via di facilitazione che attraverso Ovindoli collegava la Conca del Fucino a quella del L’Aquila. Arrivando sulla cima della collina dove sono posti la partenza e l’arrivo dell’odierno impegno sportivo ed effettuando un giro d’orizzonte con occhio attento, non si può non comprendere l’importanza strategico/militare del luogo.
Mi piace immaginare che prima i romani realizzarono il “castrum”, poi, con il tempo, vi si stanziarono più stabilmente, provvedendo ad erigere opere in muratura, vi portarono le mogli da Roma o se le procurarono sul posto, imparando ad apprezzare l’indubbio fascino delle donne marse, quindi furono costretti a realizzare il mercato (riuscite a pensare ad una donna che possa condurre una normale vita senza il mercato?), i Templi, il Foro, l’Anfiteatro e la splendida città le cui imponenti vestigia sono ora sotto i miei occhi era bella che nata. Con il passare dei secoli e con il Medio Evo perse importanza, le sue splendide strutture furono ricoperte dal tempo e in parte demolite per ricavare materiale da costruzione per altre città ed insediamenti e la città scomparve.
Oggi Alba Fucens appare ai miei occhi come un luogo magico dove si respira il passato e che andrebbe, se ci fosse la disponibilità finanziaria, rivalutata, per farne il centro di promozione storico e culturale di questo angolo di Abruzzo.
Sono sul posto assai prima dello start, incontro Corrado Di Salvatore e insieme ad altri runners ne approfittiamo per fare un giretto. Percorriamo la splendida strada romana con i classici basoli, strutturalmente identici a quelli che ben conosco per averli calcati percorrendo le antiche strade che si dipartono da Roma, con la sola differenza che qui sono realizzati con la pietra calcarea bianchissima e quelli con la pietra lavica grigio scura.
Raggiungiamo l’anfiteatro: è meraviglioso, pressoché integro; noi parliamo a bassa voce ma constato che l’acustica è perfetta: la struttura ellittica riflette fedelmente, amplificandole, le nostre parole. Agli spettatori di quel tempo non doveva sfuggire nemmeno un verso dei rapsòdi che lì declamavano i loro canti, così come non dovevano sfuggire loro le urla di gladiatori impegnati in sanguinosi duelli o il ruggito delle fiere. Luogo magico, dicevo prima, e non mi sbagliavo.
Ma lasciamo da parte la storia e parliamo anche di corsa e di trail che forse interesseranno di più i miei dieci lettori.
La gara di oggi è, come dicevo, tutta particolare: trail autogestito con tutto quello che ne consegue e che ho trattato precedentemente. Non mancano, tuttavia, due elementi consueti: un cip di tipo nuovo, una strisciolina di cartone con dei tracciati (forse i necessari circuiti) color metallo, ed un paio di calze da corsa con il logo del Parks Trail, dono quanto mai gradito perché le calze da corsa non bastano mai.
Vero Fazio
La partenza avviene alla buona, dopo una serie di raccomandazioni di Aurelio Michelangeli patron dell’evento sportivo. Il percorso, lungo poco meno di 10 km, si snoda tutto sulle pendici del colle dove sorge la parte alta di Alba Fucens ed è rappresentato da due anelli irregolari che si toccano in un punto; il punto di tangenza e rappresentato dall’anfiteatro, che toccheremo tre volte durante tutta la gara. Il resto del percorso si snoda su sentieri monotraccia che si perdono entro splendidi boschi di querce, le cui foglie cadute costituiscono uno splendido tappeto ocra. L’atmosfera è rilassata non ci sono posizioni da conquistare o da difendere e quindi tutti anche quelli più agonistici procedono senza ansie. Mi godo il panorama: prima percorriamo il lato sud della collina e ci affacciamo sulla piana del Fucino ed è facile riconoscere luoghi familiari. Mi soffermo a rimirare il Monte Salviano proprio di fronte a noi, altura bellissima al di là dell’autostrada; un tempo, era quello l’ultimo baluardo che, coloro che provenivano da Roma, dovevano superare prima di assistere allo splendido spettacolo rappresentato dal lago del Fucino. Da podista penso anche che il 26 dicembre prossimo correremo sui suoi fianchi per la tradizionale Cronoscalata Avezzano – Salviano.
Rientriamo ad Alba percorrendo un breve tratto asfaltato che costeggia un frammento di mura romane con massi giganteschi, perfettamente intagliati e che si incastrano armoniosamente uno su l’altro; entriamo nell’anfiteatro e la sua perfetta acustica rimanda lo scalpiccio dei nostri passi. Discendiamo il fianco nord del colle, con a sinistra la gigantesca sagoma del Monte Velino. C’è un po’ di assembramento di podisti dopo l’incrocio di due sentieri, qualcuno teme di aver sbagliato strada, ma non è così, il percorso anche se è quello di un trail autogestito è ben segnalato con fettuccia bianco-rossa. Continuo a correre assolutamente rilassato e con Carmine e Cristian, che mi hanno raggiunto, parliamo degli eventi che sta vivendo in queste ore il nostro Paese. Torniamo nel centro abitato e dopo aver attraversato ancora una volta l’anfiteatro, raggiungiamo il traguardo.
Una sosta alla fontanella pubblica del paese per dissetarmi (è un trail autogestito, lo ricordo!), un saluto agli amici e via a casa per il pasta-party organizzato …. dalla moglie. Era un trail autogestito, ma come debbo dirvelo?!






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