"Viste da dietro" Winter Trail – Collelongo 22 gennaio 2012

 

Winter Trail – Collelongo 22 gennaio 2012

Parto da Ortona dei Marsi con tutto comodo perché oggi lo start del Winter Trail di Collelongo è previsto per le ore 10,30: orario da signori.

La giornata è magnifica, uno splendido sole, anche se laggiù, verso la piana del Fucino, si intravede lo spesso strato di nebbia lì presente da alcuni giorni. Arrivo a San Benedetto dei Marsi e vengo accolto da un paesaggio degno della Valle Padana, con una visibilità di poco superiore ai 50 metri.

Me la prendo calma, ché di tempo ce n’è da vendere. Ne approfitto per guardarmi intorno. La  bassa temperatura raggiunta nella notte ha congelato l’umidità presente nell’aria che si è depositata sulla vegetazione e sui fili che costeggiano la strada, creando un paesaggio da steppa russa nel periodo invernale.

L’ambientazione è degna della scenografia del famoso film “Il Dottor Zivago”. Ma il Fucino è bello anche così, anche se, per oggi, i monti che gli fanno da corona non sono visibili. Arrivo a Trasacco, la mia seconda patria da quando sono tesserato dall’O.P.O.A. Plus Ultra e mi sento perciò a casa mia.

Prendo la via per Collelongo; la nebbia si è diradata completamente ed il sole mi abbaglia; accelero perché ho voglia di arrivare presto per assolvere a tutte le operazioni preliminari e, soprattutto, per incontrare gli amici.

Ora il paese è in vista, adagiato ai piedi del Colubrica e sotto uno strato di fumo che si sprigiona dai cento camini accesi nelle case. Qui, come in tutta la Marsica, tutti hanno i termosifoni, ma nessuno vuole rinunciare al calore, anche psicologico, che si sprigiona dal focolare di un camino o di una stufa.

Mi tornano in mente i meravigliosi versi di Giuseppe Ungaretti, contenuti nella sua poesia “Natale”:  “…. qui non si sente altro che il caldo buono. Sto con le quattro capriole di fumo del focolare”. Sentimenti che non si possono condividere se non si è vissuta  la magia di un camino acceso.

Carolina mi consegna il pettorale e comincio a cercare gli amici per fare, con loro, gruppo, ma prima, come è per me doverosa tradizione, entro nella Chiesa della Madonna del Rosario, che si apre sulla piazza da cui prenderà il via la gara. Il luogo oltre ad essere  dedicato al culto, è anche Sacrario Militare, in ricordo dei collelonghesi morti in guerra, come ricordano le lapidi con i nomi dei caduti affisse al muro ed i bassorilievi con i profili di due soldati; un momento di raccoglimento, poi di nuovo fuori.

Ora mi è rimasto solo il tempo per il riscaldamento che eseguo coscienziosamente. Saluto Anna Maria Manna presa dalle ultime incombenze come responsabile della manifestazione; una stretta di mano al Prof Salucci, Sindaco del paese, sempre presente alle manifestazioni sportive e che non disdegna nemmeno di dare una mano all’organizzazione (alla prima edizione di questa gara lo vidi prendersi cura personalmente della cottura della polenta e questo me lo fece diventare subito molto simpatico), quindi la partenza.

Winter trail di collelongo


Il serpentone coloratissimo di ben 250 partecipanti (un vero successo per questa manifestazione che sta sempre più assumendo i connotati di una classica), affronta di buona lena i primi due km in leggera discesa e per un buon tratto asfaltati. Le gambe mulinellano senza freni perché so che presto questo tratto facile finirà ed inizierà la salita lungo la Valle Canale e dovrò necessariamente rallentare. Percorro alcune centinaia di metri affiancato ad Angela Ippoliti, al Preside Romolo Del Vecchio e a Domenico Fantozzi (a proposito, Domenico devi darmi le foto che hai scattato) poi faccio lo “spandone”, accelero e li stacco.

Entro nella valle ed il fondo si fa infido perché gelato e quindi qualche cautela si impone, anche se è possibile continuare a correre. L’ambiente che mi circonda è meraviglioso; percorro un sentiero dal fondo assai sconnesso, immerso in un bosco in cui si alternano querce e faggi; su tutto uno splendido sole ed un magnifico cielo azzurro. Una radura dove è sistemato il posto ristoro, l’intorno è tutto ghiacciato e sembra di pattinare su un lago gelato: il luogo sembra fatato.

Ricomincio a salire, ora inizia il tratto più duro, che è anche innevato (la magia continua), non c’è più la possibilità di tirare il fiato sino alla Sella, che raggiungo, senza farmi mancare nemmeno un breve tratto fuori sentiero dalla pendenza impossibile che mi costringe a procedere anche a quattro zampe: per seguire senza pensare chi mi precedeva sono andato fuori dal percorso, peraltro ben segnato. Alla fine la sella è raggiunta e veniamo accolti da dei volontari che arrostiscono salsicce; mi accorgo di avere fame, ma è meglio proseguire, pensando alla polenta che troveremo al traguardo.

Il percorso ora è tutto in discesa e ricalca appieno quello dell’Ecomaratona, che conosco come le mie tasche.

Vado “a tutta”, conservando la prudenza solo per i tratti innevati e gelati. Raggiungo il corso d’acqua con la cascata, ma è tutto gelato e bellissimo, mi subentra l’euforia che assale il podista quando è in prossimità dell’arrivo.

Le campane del paese battono il tocco ed accolgono i podisti con uno scampanio festoso: è terminata la Santa Messa.

Passo sotto lo striscione che conclude un’altra magnifica giornata di sport e di amicizia.  

Vero Fazio Fazio Vero

Sponsor